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Viaggio di istruzione o visita
guidata, qual è la differenza?
La normativa suddivide le attività didattiche che si
svolgono al di fuori delle mura scolastiche in: visite guidate, viaggi di
istruzione, viaggi connessi ad attività sportive e scambi
culturali.
Tutte queste iniziative presuppongono una motivazione
didattica ed una adeguata programmazione, che deve essere
predisposta fin dall'inizio dell'anno scolastico.
La differenza essenziale fra le visite guidate e i viaggi di
istruzione è che le prime si effettuano nell'arco di una sola
giornata, mentre i secondi prevedono uno o più pernottamenti.
Le mete, in entrambi i casi, possono essere tra le più
svariate: località di interesse storico – artistico,
monumenti, musei, complessi aziendali, mostre, parchi naturali,
manifestazioni, campeggi, settimane bianche e quant'altro un
docente ritenga possa essere funzionale agli obiettivi educativi
e didattici. torna su
Quale iter è
previsto per l'approvazione di una gita scolastica?
I viaggi di istruzione e le visite guidate devono essere
inquadrati nella programmazione annuale, quindi devono essere
proposti da uno o più docenti nella riunione del Consiglio di
Classe in cui si redige la programmazione. La proposta deve
essere fatta al Consiglio al completo, cioè presenti i
rappresentanti dei genitori e degli studenti nel caso di scuole
superiori. Genitori e studenti possono chiedere chiarimenti,
esprimere un parere, dichiararsi contrari al viaggio, che verrà
messo in votazione, ma non possono proporlo, questo spetta
esclusivamente ai docenti.
Dopo l'approvazione del Consiglio di Classe, la proposta di
viaggio di istruzione passerà al vaglio del Collegio dei
Docenti, che dà, in generale, le indicazioni sui requisiti
didattici, sul periodo di svolgimento e sulla durata dei
viaggi. Tappa successiva e definitiva è il Consiglio di
Istituto o di Circolo, che approverà definitivamente la gita,
fissando periodi, durate, numero di accompagnatori, numero
minimo di studenti partecipanti e modalità di reperimento dei
preventivi. A quel punto la Scuola contatterà le Agenzie di
Viaggio, i cui preventivi saranno vagliati dalla Giunta
Esecutiva, dopo un eventuale esame da parte della Commissione
Gite ed eventualmente dei docenti che
devono effettivamente andare in gita. torna su
E' previsto un numero minimo
di studenti per la realizzazione di una gita?
L'effettiva realizzazione di un viaggio di
istruzione programmato per una classe è vincolata alla
partecipazione di un numero minimo di studenti, stabilito dal
Regolamento della scuola.
La Circolare Ministeriale n°291, emanata nel 1992, che unificava la disciplina
inerente alle visite guidate e viaggi di istruzione, stabiliva
che un viaggio potesse essere effettuato solo in caso di
partecipazione di almeno due terzi degli alunni componenti le
singole classi coinvolte. La Circolare Ministeriale n° 623 del
1996, nell'ottica di valorizzare e promuovere l'autonomia della
singole scuole, assegna la gestione delle visite guidate e
dei viaggi di
istruzione alle singole istituzioni, che
determinano il periodo di realizzazione , il numero di allievi
partecipanti, la destinazione e la durata. La soglia dei due
terzi è stata in molti casi confermata dalle scuole e,
talvolta, addirittura alzata. torna su
C'è tutto un mondo
intorno... dove andiamo in gita?
La C.M. n° 623 del 1996 lascia
libere le scuole di decidere autonomamente destinazioni e durata
delle gite. Ovviamente questo non significa che il singolo
insegnante possa proporre un viaggio di istruzione di un mese in
Patagonia, destinazione peraltro apprezzabile. Il numero di giorni disponibili per le gite è
stabilito da ciascuna istituzione scolastica, è indispensabile
tenerlo ben presente nella scelta della destinazione e del mezzo
di trasporto, in modo che la gita non si trasformi in una pura
maratona chilometrica. In molte scuole sono previsti dei limiti per le destinazioni
in relazione alle varie classi, molto spesso le prime sono
escluse da gite che prevedano pernottamenti e le classi non
terminali del ciclo di studi possono viaggiare solo all'interno
dei confini nazionali. D'altra parte, non è necessario andare
all'altro capo del mondo per trovare cose belle, visto che
viviamo in Italia. Troppo spesso i ragazzi conoscono città
straniere e località esotiche meglio del loro Paese.
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Professore, quando andiamo in
gita?
La scelta del periodo di effettuazione dei
viaggi di istruzione è di competenza dei Consigli di Circolo e
di Istituto delle singole scuole, compatibilmente con
l'attività didattica. In generale non si effettuano uscite
nell'ultimo mese di scuola, ad eccezione di viaggi connessi ad
attività sportive nazionali ed internazionali e di attività
collegate con l'educazione ambientale, che non possono essere
svolte se non in tarda primavera. Si resta in classe anche nei
periodi degli scrutini e delle elezioni scolastiche. Per il
resto le Scuole hanno piena autonomia nella scelta delle date
delle gite. E' opportuno evitare i periodi di alta stagione, sia
per i costi, sia perchè l'alta affluenza di turisti nei luoghi
di interesse artistico e culturale mal si concilierebbe con
un'eccessiva affluenza di studenti.
In pratica, i viaggi di istruzione si svolgono in genere da
gennaio ad aprile.
Per le visite guidate c'è una maggiore elasticità di date,
anche perchè molto spesso hanno come meta mostre al cui
calendario ci si deve attenere.
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Il Preside
può partecipare ad una gita scolastica?
Sì, il Preside può partecipare alla gita.
Istituzionalmente gli accompagnatori devono essere docenti del
Consiglio di Classe, proprio perché il viaggio di istruzione
rappresenta un momento dell'attività didattica, ma la normativa
non esclude la presenza del Dirigente Scolastico, proprio in
considerazione della maggiore correttezza nel comportamento che
la sua presenza può indurre negli studenti. In quest'ottica, la
partecipazione del Preside diventa addirittura auspicabile in
tutte le circostanze che prevedono contatti con le autorità.
Non ultimo, il Preside può sostituire un accompagnatore
impossibilitato a partecipare, quando non siano praticabili
soluzioni alternative.
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Quali
sono le responsabilità dei docenti accompagnatori?
La responsabilità dei docenti è definita dall'art. 2048 del
Codice Civile e dall'art. 61 della l. 11 luglio 1980 n° 312 .
Infatti, il genitore, dando il proprio consenso scritto alla
partecipazione del proprio figlio, trasferisce alla
scuola e quindi al docente accompagnatore i propri poteri e
responsabilità sul ragazzo per l'intera durata della gita.
Si tratta di un impegno non da poco, per questo è
necessario che ogni gruppo di studenti minorenni sia
accompagnato da almeno due insegnanti, al di là del rapporto di
uno ogni 15 previsto in genere.
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Il docente accompagnatore è
responsabile anche dei danni arrecati dagli studenti in gita?
L'art. 61 della l. 11 luglio 1980 n° 312
stabilisce che la responsabilità patrimoniale dei docenti per
danni dovuti al comportamento degli alunni è limitata ai soli
casi di dolo o colpa grave nella vigilanza degli alunni stessi.
Val la pena di sottolineare che la legge considera responsabili
i genitori del fatto che i loro figli rispettino le consegne del
professore, in quanto spetta a loro impartire un'educazione
adeguata a prevenire comportamenti illeciti.
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Come si può tutelare un insegnante
di fronte a tante responsabilità?
Il professore che accompagna gli studenti
in qualsiasi uscita può tutelarsi con un'assicurazione, che
oltre alla copertura per gli infortuni, prevista dalla normativa
sulla sicurezza sul lavoro, copra danni determinari anche da
"colpa grave", uniche situazioni in cui lo Stato può
esercitare una rivalsa nei confronti dei dipendenti. Una tale
polizza può essere stipulata dalla scuola, limitatamente alla
gita scolastica o in generale per l'intero anno
scolastico.
Consiglio: se nel preventivo della gita è compresa la voce
"assicurazione", controllatene le clausole,
normalmente si tratta di un'assicurazione medico - bagaglio che
non riguarda le responsabilità degli insegnanti.
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Quanti accompagnatori
ci devono essere per ogni classe?
Il rapporto di un accompagnatore ogni 15
studenti stabilito dalla C.M. n°291 del 14/10/92 non è mai
stato abrogato, tuttavia è opportuno che ciascun gruppo non
abbia mai meno di due accompagnatori. Quindi, ben venga
organizzare una gita che accomuni due classi, ciascuna con il
proprio professore, ma non è da escludersi che sia necessario
individuare due o più docenti accompagnatori per una singola classe.
La scelta è di competenza della singola Istituzione Scolastica,
che procede considerata la specifica situazione ed evidenti
motivazioni economiche.
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Un professore
può portare il figlio in gita scolastica?
Ad una gita scolastica non possono
partecipare estranei alla scuola, a meno che non siano stati
specificamente autorizzati dal Dirigente Scolastico.
E' importante che gli insegnanti non sottovalutino questo
aspetto della normativa, poiché in caso di problemi, la
presenza non autorizzata di un loro familiare potrebbe essere
considerata causa di dolo nel compito di vigilanza, con tutte le
conseguenze previste dalla legge.
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Come organizzarsi per la
gita se in classe c'è un disabile?
La Nota Ministeriale 11 aprile 2002,
n°645 pone particolare attenzione al diritto degli alunni con
disabilità a partecipare alle gite scolastiche. La loro
presenza deve essere comunicata dalla Scuola all'Agenzia che
organizza il viaggio, specificando i servizi necessari (pullman
con sollevatore, vetture ferroviarie accessibili, hotel
adeguatamente attrezzati). Per la tutela delle pari
opportunità, l'alunno disabile non deve pagare in prima persona
la quota di chi lo accompagna. L'assistente dell'alunno disabile non deve
essere necessariamente un insegnante di sostegno, il ruolo può
essere assunto da qualunque membro della Comunità scolastica
(docente, personale ausiliario), da familiari o da un compagno
maggiorenne che offra la sua disponibilità.
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Cosa fare se in classe c'è
un alunno straniero?
La C.M. n.380 del 28/12/1995, riprendendo
una decisione del Consiglio dell'Unione Europea, precisa che gli
studenti extracomunitari che frequentano scuole italiane possono
partecipare a viaggi di istruzione in paesi comunitari e non,
senza che sia loro richiesto il visto di ingresso, né che sia
stata avviata la relativa procedura, purché facciano parte di
un gruppo di alunni , accompagnato da un insegnante, che rechi
con sé un elenco degli studenti, redatto dalla scuola su carta
intestata.
Consiglio: soprattutto nel caso di viaggi all'estero, è
opportuno controllare che lo studente abbia i documenti in
regola e sincerarsi che li porti con sé. torna su
Cosa succede se il professore
si ammala prima della gita?
Se il docente che aveva dato la sua
disponibilità non può partire, il Dirigente Scolastico deve
individuare un altro accompagnatore. Il problema non si pone
contestualmente alla proposta del viaggio era stato già
indicato il nominativo di un eventuale sostituto
dell'accompagnatore designato. Se non era stato previsto, il
Preside chiede la disponibilità di altri insegnanti del
Consiglio di Classe. Non esistono leggi per cui i dipendenti pubblici possono essere obbligati a
prestare fuori sede la propria attività lavorativa, tuttavia
questo deve conciliarsi con il fatto che il viaggio di
istruzione era stato programmato dal Consiglio di Classe, che
inserendolo nella sua programmazione didattica, ne aveva sancito
il valore didattico. In quest'ottica, il Preside può chiedere,
ai docenti che si rifiutano di sostituire il collega
nell'accompagnare gli alunni, che gli vengano fornite valide
motivazioni; può affidare l'incarico a docenti che non fanno
parte del Consiglio di Classe e può lui stesso partire con gli
studenti.
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Quale mezzo di
trasporto scegliere per una gita scolastica?
Si può scegliere di partire in treno, con
il pullman, in aereo, con una nave.
Il mezzo di trasporto attualmente più diffuso per i viaggi di istruzione
è il pullman. Offre il vantaggio di rimanere a disposizione per tutta
la gita, porta direttamente a destinazione e, soprattutto su
distanze medio - brevi, è abbastanza economico. Può risultare
meno vantaggioso nel caso di destinazioni più lontane, per le
quali il costo aumenta e le ore di viaggio riducono
sensibilmente il tempo da dedicare alle visite. Non va escluso a
priori l' aereo, specie se low cost, che riduce di molto i tempi
di viaggio e consente di raggiungere mete anche lontane. Può
essere un'ottima scelta anche la nave nel caso mete che si
affacciano sul Mediterraneo, i costi non sono alti, si può
imbarcare un pullman al seguito e per molti ragazzi il viaggio
per mare è un'esperienza nuova. Val la pena di prendere
seriamente in considerazione il treno, specie nel caso di viaggi
in Italia o con gruppi poco numerosi.
Consiglio: per la scelta del mezzo di trasporto vale la pena
parlare con un agente di viaggio, che può fornire indicazioni
specifiche in relazione alla meta ed alla stagionalità.
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Si possono utilizzare gli aerei
low cost per una gita scolastica?
Se la destinazione del viaggio di
istruzione è una città straniera, o comunque una meta lontana,
il volo low cost è senza
dubbio da prendere in considerazione.
La riduzione del tempo di viaggio è il punto fondamentale a
favore del viaggio aereo: le ore risparmiate per lo spostamento
potranno consentire di svolgere la gita in cinque giorni invece
di sei, oppure di visitare meglio la città di destinazione. Se il gruppo è poco numeroso e si riesce ad organizzarsi, l'uso
dell'aereo low cost abbatte notevolmente le spese.
Il vero problema è riuscire ad acquistare i biglietti aerei con
un anticipo tale da poter usufruire delle tariffe basse. Il
prezzo di un volo low cost, infatti, cambia continuamente,
aumentando man mano che ci si avvicina alla data della partenza.
Consiglio: potrebbe valer la pena procedere
all'acquisto dei biglietti aerei separatamente dai servizi a
terra, per poter anticipare i tempi ed usufruire di tariffe più
basse. torna su
Una scuola può
organizzare da sola una gita scolastica?
Certamente sì, come previsto dal decreto legislativo n.111 del
17/3/95, raccogliendo la documentazione richiesta dalla
normativa (C.M.
14/10/92 n291).
Consiglio: nel caso di viaggi all'estero è molto utile il
corrispondente locale che agenzie e tour operator mettono a
disposizione, potrà sostenere gli accompagnatori nella
risoluzione di qualsiasi problema dovesse presentarsi.
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Qualche
dritta per una bella gita
La scelta della meta è importante. Optate per luoghi in cui ci
sia effettivamente qualcosa di attinente alla vostra
programmazione, tenete conto del clima, della distanza, della
sostenibilità dei costi per le famiglie e del periodo di
svolgimento che è stato fissato. Se, ad esempio, scegliete di
andare a Milano, ma nella settimana prevista per la gita c'è
una fiera, cambiate meta o cambiate periodo. Se siete
incerti sulla destinazione, fate una ricerca su internet o
parlate con un agente di viaggio.
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Come
scegliere il preventivo?
Il costo del viaggio di istruzione deve
essere sostenibile per le famiglie. Al di là del tetto massimo
di spesa che molti Consiglio di Istituto o di Circolo prevedono,
un prezzo elevato discriminerebbe i ragazzi meno abbienti.
Nella valutazione del preventivo, tenete conto del dettaglio
delle offerte: un albergo in
periferia costa meno di uno in centro, ma è senz'altro più
scomodo, le guide costano, ma ve la sentite di farne a meno?
Tenete presente che è molto utile poter parlare con chi
organizzerà la vostra gita e che farlo di persona è certamente
meglio che per telefono. Chiedete che vi venga confermato
dall'agenzia, prima di scegliere il preventivo e soprattutto per
le gite all'estero, la presenza di un loro corrispondente nella
città dove dovete recarvi e, a meno che non ve la caviate molto
bene con l'inglese, la garanzia di potergli parlare in italiano.
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Cosa dire e
cosa chiedere alle famiglie degli studenti prima della gita?
Prima di partire sinceratevi che le
famiglie abbiano ricevuto una copia del programma della gita,
che siano a conoscenza degli orari di partenza e di ritorno e
del nome dell'albergo dove alloggerete. Chiedete che per ogni
alunno, vi sia dato il numero di telefono di un genitore che sia
reperibile 24 ore su 24, non si sa mai. Informatevi se ci sono
ragazzi con problemi di salute o di allergie a medicinali, nel
qual caso fatevi consegnare dai genitori un certificato medico
con tutte le indicazioni necessarie, se vi recate all'estero
chiedete che il certificato sia tradotto in inglese. Date
un'indicazione di massima sulla spesa che i ragazzi dovranno
sostenere una volta in gita (pasti non compresi, ingressi da
pagare in loco) in modo che le famiglie sappiano regolarsi su
quanti soldi dare ai figli.
Se non vi costa troppo, date ai genitori il vostro numero di
cellulare.
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Come
regolarsi per la cauzione in hotel?
Quasi tutti gli alberghi che accolgono
studenti in gita scolastica richiedono una cauzione. La
richiesta deve essere menzionata nei documenti forniti
dall'agenzia di viaggi ed in genere si aggira sui 15/20€ per
ragazzo. Dal
punto di vista strettamente normativo, la cosa non è legale, in
quanto il D.L. 17 marzo 1995 n.111 sui pacchetti turistici,
richiamato espressamente dalla C.M.2 ottobre1996n.623, esclude
perentoriamente che il cliente tratti direttamente con il
singolo fornitore dei servizi turistici. Attenzione, però,
questo non significa che non l'albergo non abbia diritto a
richiedere la cauzione, ma solo che la transazione dovrebbe
avvenire tramite l'agenzia di viaggi. La cosa, però, servirebbe
solo a dilatare i tempi: la restituzione del denaro dovrebbe
passare dall'albergatore all'agenzia, da questa alla scuola ed,
infine, da questa ai ragazzi. Gli albergatori,d'altra parte,
vanno capiti nel loro tentativo di tutelarsi, basti pensare al
numero delle chiavi che finiscono in qualche modo nelle valige
degli studenti, giusto per fare l'esempio più banale. E'
importante avvisare gli studenti e le famiglie, prima di
partire, dell'ammontare della cauzione, specificando che non si
tratta di una spesa in più, ma semplicemente di soldi che
vengono dati in garanzia e restituiti al momento della partenza
se non vengono riscontrati danni. Dal punto di vista educativo
la cauzione è anche un modo per responsabilizzare i ragazzi.
Quasi superfluo ricordarvi di farvi rilasciare dall'albergatore
una ricevuta firmata e timbrata, quando versate la cauzione.
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Cosa prendere a scuola prima di partire?
Non dimenticate di controllare che a
scuola vi abbiano dato tutti i documenti di viaggio,
controllateli e fate attenzione che ci siano i voucher per
hotel, ristoranti, musei e quant'altro sapete previsto nella
gita. Tutelatevi che vi venga anche fornito il numero di
telefono di un addetto dell'agenzia che ha organizzato il
viaggio, che si renda disponibile 24 ore su 24. Vi serviranno
anche alcuni elenchi con i nomi dei ragazzi, scritti su carta
intestata della scuola, timbrati e firmati dal Dirigente
Scolastico, vi verranno quasi sicuramente richiesti nei musei
per ottenere riduzioni e gratuità.
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Cosa
mettere in valigia?
Per i giorni della gita
sarete l'unico riferimento dei ragazzi. Mettere in valigia un
termometro, magari sperando che non vi serva. Portate con voi
qualche medicinale di prima necessità, tipo tachipirina ed
enterogermina, ma non datelo mai ai ragazzi senza prima aver
avuto l'esplicita autorizzazione dei genitori (a questo servono
i numeri di telefono che avete portato con voi). Se andate
all'estero, mettete in valigia un dizionarietto della lingua
locale, a meno che non siate un insegnante di francese e stiate
partendo per la Francia. Non dimenticate una buona guida
turistica, dovrete andare in giro anche da soli con i ragazzi e
farsi un'idea di dove andare e cosa vedere è importante.
Informatevi, nel caso che stiate andando all'estero, se per le
prese sono necessari adattatori. Date indicazioni ai
ragazzi su ciò che potrà loro servire durante la gita e
ricordate loro di portare con sé i documenti in formato
originale.
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Cosa fare
se un ragazzo si sente male?
Ogni malanno, anche lieve, può essere un
problema. Il ragazzo non può essere lasciato solo in albergo,
ma certamente il collega che vi accompagna sarà in difficoltà
ad andare in giro con gli altri ventinove studenti. Constatato
che uno studente non sta bene, fate chiamare un medico
dall'hotel ed avvisate la famiglia.
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Cosa fare in
caso di scippo?
Ogni scippo deve essere denunciato alle
autorità. Se la vittima è uno dei ragazzi, accompagnatelo al
più vicino posto di polizia, lasciando gli altri con il collega
che vi accompagna. Ricordatevi di chiedere al ragazzo se aveva
con sé bancomat o carte di credito, sembra un'esagerazione ma
è più frequente di quanto non si pensi, in caso affermativo
avvisate immediatamente i genitori perchè provvedano a bloccare
le carte. Tenete presente che chi è stato scippato, è rimasto
senza soldi e senza documenti, coinvolgete i compagni, in modo
che ciascuno si "tassi" per aiutarlo. torna su
Cosa fare se le
cose non vanno bene?
L'albergo non è pulito, il ristorante
serve pasti frugali o si trova a mille miglia di distanza,
contrariamente a quanto vi era stato assicurato, la guida è
già in ritardo di più di mezz'ora. A questo serve quel numero
di telefono che vi siete fatti dare dall'agenzia: chiamate
immediatamente e pretendete i servizi che vi erano stati
garantiti. torna su
Si può
lasciare del tempo libero ai ragazzi?
Il tormentone di ogni gita scolastica è
la richiesta dei ragazzi di un po' di tempo libero da passare,
in genere, nei negozi. Ricordatevi che gli studenti sono sotto
la vostra responsabilità e regolatevi di conseguenza. Tenete
presente che nel caso di incidenti, aver lasciato gli studenti
privi di sorveglianza potrà essere considerato una vostra
negligenza.
Consiglio: potete accompagnare gli studenti in un centro
commerciale per fare lo shopping che loro desiderano, sarà più
facile proseguire la vigianza. torna su
Come
organizzarsi per le serate?
Cercate di organizzare qualcosa per le
serate, una passeggiata, un pub, un cinema, uno spettacolo. Non
potete aspettarvi che se portate i ragazzi in albergo alle 21.30
loro se ne vadano a dormire buoni, buoni. Quando rientrate,
avvisate il portiere che gli studenti non sono autorizzati ad
uscire senza di voi. Ricordate ai ragazzi, che il loro
comportamento durante le gita peserà sulla valutazione che
avranno in condotta, ma, soprattutto, sensibilizzateli sul fatto
che nell'albergo ci sono altre persone che hanno diritto a
dormire.
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Cosa fare se qualcuno
non parte
Se qualcuno dei ragazzi non si presenta
alla partenza, perché malato, avvisate immediatamente la scuola
e nel caso di viaggio aereo o ferroviario o marittimo, fatevi
annotare sul biglietto collettivo in vostro possesso, il numero
effettivo degli studenti che stanno viaggiando.
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Devo fare
una relazione sulla gita?
Al ritorno dalla gita dovrete,
probabilmente, redigere una
relazione. Se tutto è andato bene, basteranno poche righe, in
cui riporterete il numero dei ragazzi partecipanti, data ed ora
di partenza e di arrivo e scriverete che il viaggio si è svolto
in linea con il programma. Se ci sono stati problemi, dovrete
dettagliarli nella relazione, specificando quando si sono
presentati e come e se sono stati risolti, in particolare
dovrete mettere in luce se i problemi sono imputabili
all'agenzia che ha organizzato il viaggio e se da parte sua
avete avuto sostegno nell'affrontarli. Tenete presente che la
vostra relazione negativa servirà perché quell'agenzia non sia
più contattata per richieste di preventivi. torna su
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